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Hai mai sentito parlare di “dieta sensoriale”?

Di quale “nutrimento” sensoriale ha bisogno un bambino? Naturalmente, dipende dal bambino e dalla sua condizione. In genere giocare all’aria aperta, fare sport e una serie di attività quotidiane date spesso per scontate accontentano la “fame” di una persona con sviluppo regolare.

In alcuni casi però, la dieta sensoriale può essere arricchita di attività ed elementi che promuovano il benessere psicofisico della persona interessata.

Prima di tutto, guarda questo breve video per sapere come lavorano i nostri sensi e quali sono (eh no, non sono solo 5!)

Prendiamo quindi ad esempio bambini e ragazzi con disturbi d’integrazione sensoriale o numerose altre diagnosi o difficoltà: accorgimenti sparsi qua e là nel corso della giornata possono essere di grande aiuto per mantenere una … “dieta equilibrata”! Proprio come a tavola.

In genere, nei casi in cui si presentino bisogni particolari, il profilo sensoriale di una persona e l’identificazione dei suoi bisogni specifici sono compito dei professionisti (ergoterapisti specializzati/OT, terapisti della neuro e psicomotoricità…) ma anche a casa un genitore ben informato può svolgere un lavoro essenziale, in stretta collaborazione con i terapisti.

Con i consigli dei professionisti che hanno in carico il bambino e qualche conoscenza di fondo, è più facile scegliere e sperimentare nuove soluzioni anche a casa o nel tempo libero: un genitore è esperto del proprio figlio e trascorre con lui molto tempo, una condizione ideale per inserire elementi di supporto alle ore di terapia vera e propria. Vi invitiamo, naturalmente, a non agire in maniera indipendente ma a chiedere consiglio ai vostri terapisti di riferimento prima di “azzardare” proposte nuove: la regola è, andateci piano!

Un proposta sensoriale può avere l’impatto di uno spuntino o di una cena a tre portate, vediamo un po’ quale genere di proposta potrebbe esserci sul nostro menù.

NOTA:

in genere, gli stimoli di tipo vestibolare, tattile e propriocettivo hanno un’azione più prolungata nel tempo rispetto alla stimolazione di vista, udito, gusto e olfatto, tendenzialmente più legati all’esperienza sul momento.

 

-VESTIBOLARE:

(in parole povere: il senso che ti dice dove si trova il tuo corpo in relazione alla terra e che regola l’equilibrio)

*al mio bambino piace (troppo?) andare in altalena – IPO

quello che potresti proporre a casa:

un trampolino elastico, scivolo, un giardino con corde per arrampicarsi e trapezi, una palla terapeutica come seduta per la scrivania di casa o per attività di tempo libero. Sperimentare diverse sedute oltre alla classica sedia.

 

*il mio bambino è molto sensibile (troppo?) a ciò che dondola o è instabile – IPER

quello che potresti proporre a casa:

un massaggio lento e profondo con le mani o con uno strumento, sedia a dondolo che bascula leggermente un’amaca in casa o giardino (puoi trovare molte amache nei nostri cataloghi, come ad esempio questa o altre su ordinazione)

promuovere movimenti lenti e ritmici, evitare di capovolgere a testa in giù il bambino (anche in maniera inaspettata!). L’uso di scale mobili o ascensori può essere destabilizzante.

 

-PROPRIOCETTIVO:

(in parole povere: il senso del movimento e della posizione del corpo)

*il mio bambino si nasconde sotto cuscini e coperte in maniera insistente, mastica gli oggetti (oltre i 3 anni), è goffo e sembra conoscere poco il suo corpo

quello che potresti proporre a casa:

spostare oggetti pesanti o fare lavori “faticosi” come giardinaggio, portare le borse della spesa, portare uno zaino (naturalmente il peso non deve essere eccessivo!). Fare esercizi di stretching. Saltare su un trampolino elastico o su una palla terapeutica. Utilizzare una coperta basale o il nostro famoso e amatissimo geko basale (clicca qui per sapere di cosa si tratta) o la tartaruga basale (clicca qui).

In alternativa puoi proporre anche un Body sox, clicca qui.

Se hai in casa un “masticatore”, prova a dirottare il suo interesse su collane, bracciali o strumenti da mordere come questi.

 

-TATTILE:

(in parole povere: il tatto è uno stimolo basale, ovvero è già parte della nostra vita in utero. E’ virtualmente impossibile non sperimentarlo in qualche modo!)

*il mio bambino è (troppo?) sensibile al contatto e ha reazioni difensive verso esperienze tattili particolari. -IPER

quello che potresti proporre a casa:

tanto per cominciare, lascia che sia lui a scegliere liberamente se e con cosa entrare in contatto. Osservalo: ci sono consistenze, colori, temperature che ama o non ama? E’ importante che le esperienze proposte in particolare a casa siano positive e piacevoli!

Se gradito, un massaggio profondo e lento, magari in una stanza tranquilla con musica rilassante e solo sulle zone in cui non oppone resistenza. Una proposta ampia di fidget con diverse textures e consistenze da riproporre regolarmente (sai mai che un giorno cambia idea e sperimenta una nuova superficie..? Se cerchi un fidget clicca qui per vedere la categoria).

E’ spesso importante scegliere accuratamente i vestiti adatti (tessuti morbidi, in cotone, niente cuciture strane o etichette!)

E’ importante che il contatto con gli altri non arrivi mai in maniera improvvisa e inaspettata: ad esempio, evita di toccare una spalla al bambino mentre arrivi da dietro e non pouò vederti o di avere più persone per volta che entrano in contatto fisico. Anche il tocco leggero o disorganizzato come il “solletichino” non aiutano. Anche in questo caso provare un geko basale o una tartaruga potrebbe essere un’idea. 

 

*il mio bambino non sembra accorgersi quando si ferisce, ha mani o viso sporchi. Si gratta vigorosamente o mette tutto in bocca, ama gli abbracci intensi e rotolarsi. – IPO

quello che potresti proporre a casa:

prima di tutto, controlla che la sua iposensibilità tattile non lo porti a fare docce troppo calde o a ferirsi. Camminare a piedi nudi su pavimentazioni differenti (pulite e sicure, prova ad esempio a usare queste piastrelle tattili, clicca), usare prodotti che vibrano e danno quindi un imput profondo (qui puoi trovarne parecchi, clicca!)

Nei momenti artistici, proponigli plastiline, il mitico Happy Senso e pittura per le dita, che trovi cliccando qui.

 

Nel prossimo articolo vi suggeriremo alcune idee per ciò che riguarda gli ambiti di gusto, vista, udito e olfatto.

Trovi alcuni utili consigli qui:

 

Alcuni libri interessanti:

 

ESPLORO IL MIO CORPO E L’AMBIENTE

DISABILITA’ SENSORIALE A SCUOLA

150 GIOCHI IN MOVIMENTO

LE PERCEZIONI SENSORIALI NELL’AUTISMO

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